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Questo articolo è apparso originariamente nel marzo 1996 su "The Sentinel", una rivista Cattolica che ha sede a Vancouver, Columbia britannica. E' qui riprodotto con il suo permesso.
PADRE NICHOLAS GRUNER
I Fatti Dietro la Controversia
di B. L. Drake
Oggigiorno Padre Nicholas Gruner è forse il prete più controverso della Chiesa Cattolica Romana
ed è certamente uno dei più discussi. Da molto tempo la sua vita e la sua carriera sono seguite con
grande interesse e attenzione sia da amici che da avversari.
Dalla sua ordinazione, avvenuta nel 1976, Padre Gruner ha dedicato il suo tempo a promuovere
instancabilmente la devozione e l'interesse per il Messaggio che la Beata Vergine Maria ha
consegnato a Fatima nel 1917. Nelle pagine della sua rivista "Fatima Crusader", nei programmi
settimanali radiofonici e televisivi e nelle apparizioni pubbliche in tutto il mondo, ha
costantemente dichiarato la suprema importanza di adempiere le solenni richieste fatte a Fatima da
Nostra Signora.
Come sanno i Cattolici più seri, egli è da lungo tempo considerato "politicamente scorretto" negli
alti circoli della Chiesa perché prende il Messaggio di Fatima alla lettera. Eppure questo è
precisamente ciò su cui Padre Gruner ha insistito sin dall'inizio agendo nella vita e nel lavoro come
un prete Cattolico.
Prima della Controversia
Data la controversia che ha circondato per così tanti anni la sua persona pubblica, è interessante osservare che, nel 1978, quando ha
pubblicato il primo numero del "Fatima Crusader", Padre Gruner era lo stesso prete in abito talare
che è oggi. Proprio come oggi egli diceva Messa in latino e rifiutava di somministare la
Comunione nella mano. Egli, a quel tempo, trascinava grandi folle nei suoi viaggi attraverso il
Canada recando con sé la Statua Pellegrina di Nostra Signora di Fatima, proclamando, proprio
come oggi, la pressante necessità di evitare gli "errori della Russia" e di consacrare "quella povera
nazione" al Cuore Immacolato di Maria nell'"esatta" maniera che la Vergine aveva richiesto a
Fatima.
Nonostante queste attività per le quali egli sarebbe stato in seguito aspramente criticato, nel 1978
venne nondimeno concesso a Padre Gruner di avere facoltà parziali nell'Arcidiocesi di Ottawa ed
è stato inoltre ben accolto nelle cattedrali di tutto il Canada, dove gli è concessa abitualmente
temporanea facoltà di predicare e di ascoltare le confessioni.
Dall'aprile del 1981 gli è stata concessa dall'Arcivescovo Joseph Plourde, uno degli uomini di
Chiesa più liberali del Canada, piena facoltà di predicare e ascoltare le confessioni a Ottawa. In
quell'occasione un prete gli disse che egli aveva "più facoltà di quante io ne abbia mai avute e
sono prete da quarant'anni".
Politicamente scorretto
Tuttavia ciò che Padre Gruner non ha praticato è stata la correttezza politica. Il Segretario di
Stato del Vaticano, Cardinal Casaroli, ha dedicato la sua lunga carriera alla promozione e alla
difesa dell'accordo del 1962 tra Vaticano e Unione Sovietica, che consisteva nel far cessare tutte
le sue attività anticomuniste in cambio della promessa di porre fine alla persecuzione dei Cristiani
al di là della Cortina di Ferro. Nonostante questo, Giovanni Paolo II, recentemente eletto, era
giunto al Trono di Pietro con un proprio programma per l'Est.
Nei giorni impetuosi e sbalorditivi delle prime mosse politiche del Papa, la retorica anticomunista
pro-Fatima per cui Padre Gruner divenne famoso era considerata un'anatema dai politici del
Vaticano. Considerato in retrospettiva non sembra una pura coincidenza che il primo incontro di
Padre Gruner con le autorità della Chiesa avvenisse nel momento in cui le sue preghiere su "gli
errori della Russia" iniziavano a sviluppare un uditorio vasto e pronto a simpatizzare sia in Canada
che negli Stati Uniti.
Interviene il Nunzio
Nel 1981 c'erano diecimila preti in Canada quando il Pro Nunzio a Ottawa, l'Arcivescovo Palmas,
incontrò il Cardinale Oddi, responsabile della Congregazione Vaticana per il Clero. In ogni modo,
scopo della sua visita era parlare di un solo prete: Padre Nicholas Gruner.
A nome del suo superiore, il Segretario di Stato, il Nunzio protestò con collera contro le attività
del giovane prete e affermò (falsamente, come sarebbe stato provato in seguito) che nessun
vescovo canadese lo avrebbe incardinato. Palmas insistette che Padre Gruner doveva tornare alla diocesi in Italia dove era stato incardinato e dove aveva ricevuto autorizzazione formale da parte
del suo Vescovo di lavorare all'esterno. I problemi di Padre Gruner con la gerarchia della Chiesa
datano da questa visita e persistono ancora oggi.
Per nove anni, mentre la strategia di Roma con la Russia veniva perseguita, Padre Gruner fu
soggetto a continue vessazioni, che sconfinavano nella persecuzione, da parte di vari funzionari
all'interno del Vaticano e delle diocesi locali. Molti dei suoi diritti di prete, garantiti dal Diritto
Canonico, gli vennero sistematicamente negati.
Nonostante tutto questo diventasse quasi una vessazione illecita e costante da parte dei burocrati
della Chiesa e della stampa liberale Cattolica, Padre Gruner continuò a costruire il suo Apostolato
di Fatima attraverso discorsi, pubblicazioni e trasmissioni sul Messaggio di Fatima dovunque e
ogni qual volta poteva. Non è sorprendente che quanto più il clero e i laici rispondevano alle sue
parole, fornendo un sostegno sempre crescente sia in forma di volontariato che di aiuto
finanziario, tanto più si intensificavano le pressioni da parte della burocrazia della Chiesa.
I Problemi Giungono a una Crisi
Nel 1989 problemi raggiunsero il culmine. Le sedicenti lettere che giungevano dall'ultima
veggente di Fatima, Suor Lucia, sostenevano che la richiesta della Beata Vergine della
Consacrazione collettiva della Russia al Suo Cuore Immacolato era stata esaudita. Questo
argomento è stato a lungo il punto focale della crociata di Padre Gruner. La sua inflessibile
convinzione che la Consacrazione non fosse avvenuta in accordo alle richieste specifiche di Nostra
Signora di Fatima è stato per anni il tema dominante del suo Apostolato.
Confidando sulla sua conoscenza enciclopedica degli scritti di Suor Lucia e sulla perizia dei
maggiori esperti del mondo su Fatima, Gruner riuscì a dimostrare in modo definitivo che le lettere
erano false, parte essenziale di una più profonda cospirazione per costringere al silenzio l'ultima
testimone rimasta delle apparizioni della Vergine a Fatima.
Nel novembre 1989, poco dopo aver pubblicato la sua denuncia sulle lettere contraffatte, Padre
Gruner ricevette una energica comunicazione da Gerardo Piero, il vescovo di Avellino, la diocesi
a cui egli ancora apparteneva ufficialmente. In questa lettera, nella quale Monsignor Piero
ammetteva di scrivere sotto la pressione dell'ufficio del Segretario di Stato, veniva detto a Padre
Gruner che si sarebbe provveduto alla sua incardinazione presso una diocesi locale canadese, ma
solamente se egli si fosse impegnato a interrompere definitivamente il suo Apostolato e a cessare
il lavoro a favore della divulgazione del Messaggio di Fatima. Se egli avesse rifiutato, osservava
tristemente Piero, sarebbe stato costretto a tornare immediatamente ad Avellino.
All'inizio del nuovo anno, Padre Gruner giunse in Italia con un suo amico, Padre Paul Kramer, la
cui conoscenza del Diritto Canonico e delle tradizioni della Chiesa è leggendaria, procededendo
poi verso Avellino dove essi incontrarono Monsignor Piero il 25 gennaio 1990. Durante questo
faccia a faccia, il Vescovo ammise con Padre Gruner che "se io la sospendessi sarebbe una colpa
mortale, ma se Il Vaticano mi ordinerà di farlo, lo dovrò fare". Dopo una cena che aveva cucinato
con le sue mani, il Vescovo - di fronte a due testimoni - riconfermò formalmente a Padre Gruner il
permesso di lavorare all'esterno della diocesi di Avellino mentre egli cercava un nuovo vescovo. Quattro
mesi dopo, in una lettera a Padre Gruner, egli rinnovò il suo permesso e lo incoraggiò a trovare un
vescovo per essere incardinato in un'altra Diocesi.
Gli attacchi Continuano
Nonostante avesse ottenuto questa importante riconferma della sua buona reputazione come
prete, non passò molto tempo che Padre Gruner fu oggetto di nuovi attacchi. Nel giugno 1990,
Monsignor McCormack, cancelliere dell'Arcidiocesi di Toronto spedì un memorandum "di
suggerimento" a ogni parrocchia dell'Arcidiocesi, tentando di mettere contro Padre Gruner e il
suo Apostolato di Fatima sia preti che laici.
Secondo McCormack, la condizione di Padre Gruner era "irregolare", in altre parole, egli non era
un prete con una buona reputazione e quindi il suo lavoro Apostolico non era degno di aiuto. La
stampa cattolica locale raccolse immediatamente il memorandum di McCormack e diversi articoli
giunsero a insinuare che Gruner fosse un vagus, un termine elegante per designare un prete
rinnegato senza un vescovo.
Dopo che ripetuti tentativi di discutere il problema con l'ufficio della cancelleria vennero respinti
seccamente, Padre Gruner sentì che per chiarire la sua reputazione non vi era altro modo che
iniziare una causa per diffamazione presso i tribunali canadesi. A tutt'oggi il caso è ancora
pendente.
E' interessante notare che, solo un mese dopo questi eventi, il Vescovo Piero di Avellino scrisse
ancora a Padre Gruner, confermando la sua volontà che Gruner trovasse un nuovo vescovo e
un'altra Diocesi per l'incardinazione. Con il suo permesso rinnovato ancora una volta, Padre
Gruner ha continuato il suo lavoro e i suoi sforzi di trovare un nuovo Vescovo.
Confronto Violento
Nell'autunno del 1992, Padre Gruner organizzò una delle più grandi conferenze private mai tenute
per i vescovi cattolici. L'evento, che si svolse a Fatima, divenne presto degno di nota non soltanto
per aver riunito quasi cento vescovi da tutto il mondo per discutere il Messaggio di Fatima: dal
giorno che Padre Gruner arrivò a Fatima, i burocrati della Chiesa, sia a livello locale che a Roma,
fecero un'opposizione chiara e violenta all'assemblea. Sul giornale del Vaticano venne pubblicato
un annuncio falso che dichiarava che la Conferenza non era "autorizzata" (nonostante il fatto che
il Diritto Canonico non richiede alcuna autorizzazione). Sia il Vescovo locale che il direttore del
Santuario di Fatima deplorarono pubblicamente l'evento e criticarono Padre Gruner in modo
diretto.
Cercando di chiarire le obiezioni delle autorità locali, Padre Gruner fece in modo di far incontrare
quattro dei suoi ospiti (tutti Arcivescovi) con il Vescovo di Fatima. Il loro incontro determinò una
momentanea diminuzione dell'attrito, giungendo, inoltre, a un accordo che collegava la
Conferenza dei Vescovi a un evento ufficiale minore che si svolgeva contemporaneamente. La "pace" era comunque destinata ad avere vita breve.
Monsignor Guerra, allora Rettore del
Santuario di Fatima, non aveva fatto mistero della sua profonda avversione per Padre Gruner e della sua inflessibile opposizione alla
Conferenza che egli aveva organizzato. La sera del 10 ottobre, mentre al ritorno dalla Messa
accompagnava un anziano cardinale indiano, Padre Gruner venne violentemente aggredito da due
giovani nella sacrestia del Santuario di Nostra Signora di Fatima. L'attacco si svolse sotto gli
occhi di diverse persone, tra cui un vescovo. Padre Gruner venne maltrattato al punto da dover
richiedere assistenza medica per i numerosi lividi e contusioni riportati nell'aggressione. Nella
confusione i due uomini scomparvero rapidamente, ma più tardi vennero definitivamente
identificati come impiegati laici del Santuario. Uno degli uomini ammise effettivamente di aver
aggredito Padre Gruner su disposizione di Monsignor Guerra!
L'aggressione fisica a un prete Cattolico Romano nel Santuario dedicato alla Regina della Pace
ricevette un'attenzione considerevole da parte della stampa portoghese. Nonostante le ferite
documentate di Padre Gruner, Monsignor Guerra limitò i suoi commenti all'ipotesi che
l'aggressione fosse stata messa in scena nel tentativo di "farsi pubblicità".
Pochi giorni dopo, Cardinal Padiyara, il prelato indiano che Padre Gruner stava assistendo al
momento dell'aggressione, prese Gruner in disparte consigliandogli di "fare attenzione", perché,
finché fosse rimasto a Fatima, la sua vita sarebbe stata in pericolo. Come risultato di questo
avvertimento, Padre Gruner non è tornato a Fatima dal 1992.
Un Nuovo Vescovo
Il 1993 iniziò con l'insediamento di Antonio Forte come nuovo Vescovo di Avellino, il terzo
dall'ordinazione di Padre Gruner nel 1976. Nel luglio dello stesso anno Padre Gruner ricevette da
un Vescovo benevolente il messaggio che sarebbe stato lieto di incardinarlo se egli avesse
ottenuto il necessario ordine di escardinazione dal nuovo Vescovo di Avellino. Questa nuova
offerta di incardinazione era un diretto risultato dell'incontro di Padre Gruner con questo Vescovo
alla Conferenza dei Vescovi di Fatima. Padre Gruner scrisse immediatamente al Vescovo Forte
chiedendo di essere escardinato. Benché egli fosse stato spinto per più di 17 anni a trovarsi un
nuovo vescovo fuori da Avellino, Padre Gruner aspettò invano una risposta per più di tre mesi.
Per tutto l'autunno del 1993, Padre Gruner tentò di comunicare con il Vescovo Forte. In ottobre,
infine, egli lo scovò a una Conferenza dei Vescovi presso Colavalenza, in Italia. Egli inviò
rapidamente un collega, Padre Paul Trinchard, che era in pellegrinaggio in quel paese, facendolo
accompagnare da un traduttore italiano. Il risultato del loro incontro, svoltosi ai primi di
novembre, fu una lettera del Vescovo Forte nella quale egli si dispensava dal prendere una
decisione. Nella lettera, egli rivelava di non avere nulla di personale contro Padre Gruner, ma
sosteneva che questo suo indugio fosse dovuto interamente a un ordine espresso dell'Arcivescovo
Sepe in Vaticano.
Sepe aveva lavorato per molti anni vicino al Cardinal Casaroli presso il Segretariato di Stato e, nel
1992, aveva un incarico de facto nella Congregazione per il Clero. Tale intervento da parte di
Sepe era chiaramente ultra vires - esulava dalla sua giurisdizione; evidentemente il Vescovo Forte
non osava affrontarlo.
Ordini dai Superiori
Padre Gruner stesso incontrò infine faccia a faccia il Vescovo Forte ad Avellino il 13 gennaio
1994 . Ancora una volta, egli era accompagnato da Padre Paul Kramer, al quale chiese di fare da
testimone. In quell'occasione, il vescovo disse loro in modo categorico di non avere nulla contro
Padre Gruner, ma che aveva le mani legate dagli ordini dei superiori della Congregazione per il
Clero.
Padre Kramer osserva che il Vescovo Forte ammise spontaneamente che Padre Gruner era un
prete con una buona reputazione. A conclusione del loro incontro, il Vescovo Forte disse a Padre
Gruner di tornare in Canada promettendo che gli avrebbe scritto.
Al suo ritorno in Canada Padre Gruner fu sorpreso, scosso e, con le sue parole, "scandalizzato"
quando due settimane più tardi giunse una lettera dal Vescovo Forte che gli ordinava di rinunziare
al suo Apostolato e di fare ritorno ad Avellino, oppure affrontare la sospensione dalle sue funzioni
di prete.
Padre Gruner scrisse in forma privata a un amico: "Secondo il Diritto Canonico, non si può avere
una sospensione senza discutere il caso in tribunale; non si può avere una sospensione senza
un'udienza; non si può avere una sospensione senza che venga commesso un crimine; non si può
avere una sospensione senza che tutte queste cose accadano, eppure questo è esattamente ciò che
stanno cercando di fare a me! Non una sola di queste cose è accaduta....."
Ricevuta la lettera del Vescovo Forte, Padre Gruner la mostrò a Padre Kramer. Apparve evidente
che la lettera del nuovo Vescovo conteneva molti errori grossolani sulla legge e sui fatti, ed
esigeva una replica nel giro di pochi giorni. Per non commettere errori su un fatto così
importante, entrambi studiarono a fondo il problema; Padre Kramer studiò in modo particolare i
passaggi pertinenti del Diritto Canonico e si consigliò con alcuni tra i migliori canonisti del
mondo.
Nonostante il suo tempo fosse rigidamente vincolato dal lavoro per il suo Apostolato, Padre
Gruner rispose con una lettera di diciassette pagine attentamente ragionata. "Sarebbe stato
impossibile senza l'aiuto di Padre Kramer e anche così siamo stati in grado di rispettare la
scadenza appena in tempo", disse Padre Gruner. Egli avrebbe aspettato per due anni la risposta
del Vescovo Forte alle argomentazioni sollevate in questa lunga lettera. Quando il vescovo non
diede risposta entro 30 giorni dal ricevimento della lettera di Padre Gruner, egli fu costretto dal
Diritto Canonico ad appellarsi immediatamente all'autorità del Vescovo, pena il rischio di perdere
qualsiasi diritto di appello. Il risultato di questo appello Canonico fu, per legge, la revoca
immediata dell'ordine del Vescovo di Avellino a Padre Gruner finché una decisione non fosse
giunta ufficialmente dal tribunale Vaticano, dando perciò a Padre Gruner la libertà di continuare il
suo lavoro come prima.
Una Lettera Aperta
Nonostante queste minacce e le continue vessazioni da parte dei burocrati del Vaticano, Padre
Gruner perseverò nel tentativo di riunire i vescovi di tutto il mondo per discutere il Messaggio di
Fatima. Nella primavera del 1994, egli cominciò a organizzare una seconda Conferenza dei
Vescovi, questa volta a Città del Messico, presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.
Sei settimane prima che l'assemblea si riunisse, i nunzi papali inviarono delle lettere ai Vescovi di
tutto il mondo nelle quali essi venivano ammoniti di non partecipare alla Conferenza perché non
era stata "approvata" ed era soltanto un'"iniziativa privata" di Padre Gruner. Ancora una volta
queste lettere trascuravano opportunamente di menzionare il fatto che abitualmente i vescovi non
richiedono né ricevono l'approvazione del Vaticano per partecipare a conferenze private di questo
genere.
E' anche necessario sottolineare che le "iniziative private" come quella di Padre Gruner sono
perfettamente accettabili e legali per qualsiasi prete. Poiché il ricorso contro il suo vescovo era
ancora sub iudice (pendente), Padre Gruner non era sottoposto ad alcuna restrizione che gli
impedisse di scrivere e invitare i vescovi a tale conferenza.
Quando infine la Conferenza si riunì a metà novembre del 1994, il numero dei Vescovi
partecipanti era di gran lunga inferiore rispetto a quello delle adesioni giunte prima delle lettere
dei nunzi. In un discorso all'assemblea drammatico e adirato, l'Arcivescovo Emmanuel Milingo,
delegato speciale presso un'importante commissione Pontificia in Vaticano, chiarì che la scarsa
partecipazione era il diretto risultato di una campagna diffamatoria orchestrata dal Segretariato di
Stato. Brandendo una copia della lettera dei nunzi, egli disse che era "un abuso di autorità, un
insulto e un'umiliazione a tutti i vescovi che l'hanno ricevuta".
Alla fine della Conferenza, Padre Gruner decise di portare il suo caso direttamente a Papa
Giovanni Paolo II. Sulla scorta dell'esperienza passata egli sapeva che scrivere al Santo Padre su
una base personale non poteva garantire che il Pontefice avrebbe effettivamente letto la sua
lettera. Nel corso di sei mesi, lavorando con gli altri organizzatori della Conferenza, egli raccolse i
fondi necessari per pubblicare una "Lettera Aperta al Santo Padre" su uno dei massimi quotidiani
italiani, "Il Messaggero", il 12 luglio 1995. La lettera descriveva meticolosamente la lunga storia
di interferenze e vessazioni che circondava le due Conferenze dei Vescovi organizzate
dall'Apostolato di Padre Gruner. Essa annunciava inoltre che una terza Conferenza dei Vescovi sarebbe stata indetta nel 1996, e questa volta a Roma! La pubblicazione della "Lettera Aperta" venne accolta con grande interesse dai media italiani; vennero scritti molti articoli su di essa e le venne dedicato un programma speciale sulle reti televisive nazionali.
La Risposta di Roma
In modo non inconsueto, benché adirato, i burocrati del Vaticano rifiutarono di fare un commento
pubblico sulla "Lettera Aperta". Fonti affidabili all'interno del Vaticano confermarono che la
pubblicazione aveva creato grande costernazione negli uffici della burocrazia, al punto che un
membro del personale, infuriato, chiamò "Il Messaggero" chiedendo come avevano potuto
stampare tale resoconto.
Il fatto che la risposta della burocrazia della Chiesa fosse risoluta ed enfatica non fu sorprendente
né per Padre Gruner né per nessun'altro. All'inizio del 1996, quando il mondo assisté alla rinascita
del comunismo in Russia, una nuova lettera proveniente dalla Congregazione ancora una volta esortava i Vescovi a
rifiutare l'invito di Padre Gruner a partecipare alla sua conferenza a Roma in quanto "non
autorizzata". La lettera ripeteva anche la vecchia e più volte smentita accusa che la reputazione di
Padre Gruner come prete era sospetta.
Nelle parole di un esperto vaticanista, questa nuova lettera era parte della "stessa vecchia solfa
ripetuta talmente spesso che la gente finirà per crederci".
Una Nuova Offerta di Incardinazione
Quasi contemporaneamente all'invio di questa nuova lettera da parte della Congregazione per il
Clero, giunse la notizia che anche un altro vescovo si era offerto di incardinare Padre Gruner,
mettendo così a tacere quasi due decenni di controversie riguardanti il suo status di prete.
Con la rinascita del comunismo in Russia, la possibilità di Zyuganov di essere eletto presidente il
giugno successivo e la minaccia di annientamento nucleare contro gli Stati Uniti espressa in modo
esplicito in una pubblicazione ufficiale del governo russo del novembre 1995, desta meraviglia il
fatto che oggi molte persone stiano iniziando a condividere l'importanza di continuare il lavoro di
Padre Gruner?
Conosce il modo in cui questa nuova incardinazione verrà gestita dai burocrati di Roma, l'evidenza
mostra chiaramente che Padre Gruner è stato vittima di una lunga e ingiusta campagna di
vessazioni da parte di coloro che nella Chiesa si oppongono al suo lavoro a favore del Messaggio
di Fatima. Tutte le prove documentate e la testimonianza di innumerevoli testimoni dimostra
definitivamente che la "controversia" riguardante Padre Gruner non ha nulla a che fare con il suo
status di prete e riguarda esclusivamente la sua risoluta e incrollabile determinazione a
promuovere un messaggio che disturba e sconcerta molte persone all'interno della burocrazia
vaticana.
Sinora la burocrazia vaticana ha rifiutato ostinatamente di discutere il fine che si cela dietro gli
attacchi a Padre Gruner. Non vi è dubbio che ciò che egli dice e fa a sostegno del Messaggio di
Fatima è perfettamente ammesso e addirittura incoraggiato dalle leggi e dall'insegnamento della
Chiesa Cattolica Romana. I burocrati sanno sicuramente che qualsiasi opposizione alle sue attività
a favore di Nostra Signora di Fatima quasi certamente verrebbe meno se fosse discussa presso
qualunque tribunale leale e corretto.
Negli ultimi venti anni, migliaia di preti hanno abbandonato il sacerdozio. Perché Padre Gruner
continua coraggiosamente il suo lavoro a viso aperto di fronte a una opposizione quasi senza
precedenti all'interno della sua stessa Chiesa? In risposta Padre Gruner dice: "Io credo che Nostra
Signora abbia inteso affermare in modo assoluto e letterale quanto segue 'Se le Mie richieste
verranno esaudite, molte anime saranno salve e vi sarà la pace. Se le Mie richieste non verranno
esaudite, la Russia scatenerà guerre e persecuzioni contro la Chiesa, i buoni verranno martirizzati,
il Santo Padre dovrà soffrire molto, varie nazioni saranno annientate'. Io penso che non vi sia altra
scelta se non continuare a favorire l'intero Messaggio di Nostra Signora con tutta la nostra forza.
Cos'altro potremmo fare?"
B. L. Drake è uno scrittore free lance che vive ad Atlanta, Georgia, e contribuisce frequentemente alle pubblicazioni Cattoliche. Lo scrittore desidera esprimere con gratitudine la sua riconoscenza per il contributo di Francis Alban, che ha fornito gran parte del materiale per questo articolo. Il sig. Alban ha recentemente completato una biografia di Padre Nicholas Gruner la cui pubblicazione è prevista per l'inverno del 1997.
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